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Presa di coscienza

il-gabbiano-jonathan-livingstone_fronteIl gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach


Quando il gabbiano Jonathan tornò presso lo Stormo, sulla spiaggia, era ormai notte fonda. La testa gli girava, era stanchissimo. Tuttavia, tanto era allegro che compì una grande volta e una fulminea vite orizzontale prima di toccar terra. Quando lo sapranno – pensava -, quando sapranno delle Nuove Prospettive da me aperte, impazziranno di gioia. D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante. Altro che far la spola tutto il giorno, altro che la monotonia del tran-tran quotidiano sulla scia dei battelli da pesca! Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo d’essere creature di grande intelligenza e abilità.

Sprecare la dote

pulpPulp di Charles Bukowski


Ero dotato, sono dotato. A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos’hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.

Cavalcare la propria tigre di Giorgio Nardone


Coltivare pazientemente le proprie virtù; approfondire costantemente la conoscenza; apprendere continuamente abilità; esercitare senza tregua le capacità acquisite per migliorarle: questa è l’essenza del “Vincere senza combattere”. Lo scopo non è apparire invincibili ma divenire modelli da seguire. Non fare leva sulla paura, ma sull’ammirazione.

Siamo tutti venditori di Gianfranco Conte


Esiste un solo modo per praticare con successo il ruolo del venditore: trattare i clienti con una cura particolare, ascoltare, comprendere, individuare esigenze e bisogni, considerare i desideri e i sogni. La via corretta è la motivazione, spiegando perché è necessario compiere un’azione di reciproco interesse: per un venditore può essere la firma di un contratto; per una donna accettare di uscire a cena con un corteggiatore; per un genitore convincere il proprio figlio a studiare con maggiore impegno per finire l’università; per un manager motivare un collaboratore a svolgere un compito particolarmente impegnativo. Per motivare dobbiamo saper comunicare, ascoltando prima di tutto le esigenze degli altri.

Un segno invisibile e mio di Aimee Bender


Cercavo di smettere di pensare ai numeri ma mi ritrovavo, contro la mia volontà, a sommare i miei passi e a moltiplicare tra loro le persone nei giardini pubblici, tamburellando con le nocche sul legno con ritmo preciso, contando senza fine: pecore, studenti, genitori, anni d’età, battiti del cuore. Mescolando qualche numero e qualche segno si può ottenere un’equazione per i cambiamenti di direzione del vento, un assioma per il movimento dell’acqua o la statura di qualcuno, o per le sensazioni della pelle. Si può rendere conto della morbidezza. Si può spiegare tutto. Persino l’aria è solo una sequenza di numeri, e basta che si ottenga il giusto equilibrio che… puff! Respiriamo.

I nostri limiti

Dai Racconti matematici, I sette messaggeri di Dino Buzzati


Non esiste, io sospetto, frontiera, almeno nel senso che noi siamo abituati a pensare. Non ci sono muraglie di separazione, né valli divisorie, né montagne che chiudano il passo. Probabilmente varcherò il limite senza accorgermene neppure, e continuerò ad andare avanti, ignaro.

Imparare

Favole al telefono di Gianni Rodari


Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.