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Siamo tutti venditori di Gianfranco Conte


Esiste un solo modo per praticare con successo il ruolo del venditore: trattare i clienti con una cura particolare, ascoltare, comprendere, individuare esigenze e bisogni, considerare i desideri e i sogni. La via corretta è la motivazione, spiegando perché è necessario compiere un’azione di reciproco interesse: per un venditore può essere la firma di un contratto; per una donna accettare di uscire a cena con un corteggiatore; per un genitore convincere il proprio figlio a studiare con maggiore impegno per finire l’università; per un manager motivare un collaboratore a svolgere un compito particolarmente impegnativo. Per motivare dobbiamo saper comunicare, ascoltando prima di tutto le esigenze degli altri.

Un segno invisibile e mio di Aimee Bender


Cercavo di smettere di pensare ai numeri ma mi ritrovavo, contro la mia volontà, a sommare i miei passi e a moltiplicare tra loro le persone nei giardini pubblici, tamburellando con le nocche sul legno con ritmo preciso, contando senza fine: pecore, studenti, genitori, anni d’età, battiti del cuore. Mescolando qualche numero e qualche segno si può ottenere un’equazione per i cambiamenti di direzione del vento, un assioma per il movimento dell’acqua o la statura di qualcuno, o per le sensazioni della pelle. Si può rendere conto della morbidezza. Si può spiegare tutto. Persino l’aria è solo una sequenza di numeri, e basta che si ottenga il giusto equilibrio che… puff! Respiriamo.

I nostri limiti

Dai Racconti matematici, I sette messaggeri di Dino Buzzati


Non esiste, io sospetto, frontiera, almeno nel senso che noi siamo abituati a pensare. Non ci sono muraglie di separazione, né valli divisorie, né montagne che chiudano il passo. Probabilmente varcherò il limite senza accorgermene neppure, e continuerò ad andare avanti, ignaro.

Imparare

Favole al telefono di Gianni Rodari


Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.

La Verità

Racconti per il cambiamento di Margaret Parkin


Vide un cartello sulla strada che diceva: ”Verità: da questa parte”. Pieno di gioia, Thomas seguì la direzione del cartello e, arrivato in cima a una collina, trovò una piccola capanna con un cartello fuori: “Qui abita la Verità”. Bussò alla porta, emozionatissimo; dopo alcuni minuti di attesa spasmodica, questa aprì scricchiolando. Emerse dal buio la creatura più vecchia e spacentosa che Thomas avesse mai visto, con la gobba, le mani rattrappite e la faccia scura piena di rughe. Con voce acuta e rotta la creatura chiese: “Che c’è, caro?”

Me parlare bello un giorno di David Sedaris


Come me, anche loro stanno cercando di pensare a qualcosa di positivo da dire una volta finita la performance, quando l’artista si posizionerà accanto alla porta d’ingresso. Il commento più ovvio dovrebbe essere in forma di domanda, ovvero: “In nome di Dio, cos’è che si è impossessato di te tanto da spingerti a fare una roba simile, e perché nessuno te l’ha impedito?”. Ma non sono qui per creare problemi, perciò mi sa che è meglio concentrarsi su un unico dettaglio. Al momento opportuno le prenderò la mano appiccicosa e le chiederò come ha fatto a rendere la glassa così rigida. Non è un complimento distruttivo, ma nemmeno incoraggiante. Più che altro è la password per potermene uscire in strada e riabbracciare la vita con rinnovato senso di libertà.

Il codice da Vinci di Dan Brown


Gli uomini sono disposti a fare molto di più per eliminare ciò che temono che per ottenere ciò che desiderano.

I migliori amici

Achille pié veloce di Stefano Benni


Sai qual è il bello dei cani? È che sono disinteressati. Non stanno con te perché vogliono qualcosa, ma perché ti vogliono bene.

Comprendere la vita

Le cinque persone che incontri in cielo di Albom Mitch


Il paradiso esiste per comprendere la tua vita sulla terra. Questo è il più grande regalo che Dio possa farti: aiutarti a capire che cosa sia accaduto nella tua vita.

Punto di vista

A volte ritornano di Stephen King
 

Faceva freddo e il vento tagliente penetrava attraverso il soprabito leggero. Ma lui rimase ugualmente là fuori, contemplando la città come un generale potrebbe prendere visione di un territorio conquistato. Nelle strade, il traffico faceva pensare a processioni di scarafaggi. In distanza, quasi sepolto nel riverbero del pomeriggio dorato, il Bay Bridge luccicava come il miraggio di un folle. Verso est, tutt’altro che nascosti dalle alture del centro cittadino, i casamenti sudici e affollati con le loro foreste in acciaio inossidabile di antenne televisive. Lassù si stava meglio. Molto meglio che in quei bassifondi.

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